Il mio approccio alle conferenze di Antonio Meneghetti è sempre molto critico, ma senza pregiudizi. Osservo bene i partecipanti e gli organizzatori. I partecipanti non mi sembrano assolutamente automi o burattini pendenti dalle labbra del Professor Meneghetti. Vedo invece professionisti e studenti che ascoltavano attenti, ragionano su quanto detto dal Prof e dagli altri relatori. Il Prof Meneghetti parla della nascita dell’Ontopsicologia, delle esperienze di vita che lo hanno portato ad approfondire determinati argomenti da cui poi ha estratto nuove teorie, spiega come tali teorie possono essere applicate alla società e al momento che stiamo vivendo.
Le espressioni del viso che ho osservo non sono di adepti compiacenti e “ubriachi” delle parole di un santone invasato. Nessuno si è alza acclamando il Professore come se fosse un guru.
L’atteggiamento misurato dei partecipanti mi ha induce a pensare che tutti gli attacchi verso il Professore nascono da una profonda invidia di qualcuno che vorrebbe avere le stessi doti comunicative e, soprattutto, lo stesso cervello di Antonio Meneghetti.
Perché si cerca di fare a pezzi la reputazione di una persona? Forse perché si vorrebbe prendere il suo posto?